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Lo stupro è un altra cosa

Non voglio giudicare nessuno ne fare polemica, voglio esprimere, però, il mio pensiero rispetto alla campagna MeToo e la conseguente strumentalizzazione mediatica di questi mesi. Le mie considerazioni, ovviamente, non sono rivolte ne alle minorenni ne di chi viene ingannata dall’uso di stupefacenti e non giustifica in nessun modo la violenza.

Un uomo che sceglie di affidare una parte, un ruolo, un incarico basandosi sulla “disponibilità” delle candidate è un uomo che sta fallendo due volte. La prima come persona perché se non sa essere obiettivo con gli altri non può esserlo neanche con se stesso. La seconda perché se si è cosi vulnerabili rispetto i “possibili godimenti personali” è difficile, poi, cogliere il vero valore del talento.

Chi accetta un invito che verosimilmente sarà finalizzato ad uno “scambio” (perché diciamo la verità, le voci circolano in tutti gli ambienti) fa una scelta, condivisibile o meno, ma pur sempre una scelta.

Una scelta data dalla debolezza, dal non credere sufficientemente nelle proprie possibilità, o dalla rassegnazione di non poter fare nulla per cambiare questo mondo che si crede falso e meschino. È qui che la scelta diventa un errore, perché pur (forse) vincendo si continua a perdere.

Paragonare, però, questo errore ad una molestia sessuale non è corretto, ancora di più se lo chiamiamo “stupro” come più di qualcuno ha detto. Lo stupro è una violenza che non si sceglie e che non prevede nessuno scambio. Non confondiamolo!

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